Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/258

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
248 lettere a vincenzio russo

di nessuno; tutte queste varietá, lungi dal distruggere la libertá, ne sono anzi il piú fermo sostegno, perché cosí tutti i possidenti, e coloro che sperano, temono un rovescio di costituzione, che sarebbe contrario ai loro interessi. Per questa ragione negli ultimi anni della repubblica romana il senato ed i patrizi furono sempre per la costituzione.

Talora, moltiplicando i modi delle elezioni, se ne trovano taluni, che sono piú ragionevoli e conducono ad elezioni migliori. È giusto che il popolo, per esempio, elegga i suoi giudici; ma, quando avrá scelti i giudici dipartimentali, mi piacerebbe che costoro fra il loro numero scegliessero colui che debba sedere nel tribunale supremo di cassazione. Il popolo è il giudice dei buoni, ma solo i buoni possono esser giudici degli ottimi.

Molte volte quelle parti di una costituzione, che, guardate isolatamente, sembrano difettose, nell’insieme producono un ottimo effetto; come molte volte due veleni riuniti cessano di esser nocivi. In Roma i tribuni aveano un potere troppo esteso, perché potevano opporsi non solo agli atti del senato che fossero anticostituzionali, ma anche a quelli che essi credessero contrari al pubblico bene: cosí molte volte non solo frenavano il potere esecutivo, ma lo distruggevano. Ma il senato dall’altra parte avea anche esso un potere immenso, che ben poteva misurarsi con quello dei tribuni; e questi poteri, che erano forse ambedue eccedenti, continuando ad essere proporzionati tra loro, non producevano giammai la distruzione, ma solo una gara, la quale si convertiva in vantaggio della nazione: ciascuno dei partiti, per vincere l’altro, dovea trarre il popolo a sé, e non poteva farlo se non offerendogli vantaggi maggiori dell’altro.

Molte massime, di quelle che noi crediamo assiomi delle scienze politiche, mi sembrano inesatte; onde avvien poi che esse non si trovano sempre vere in pratica. Si è calcolato, per esempio, il potere che si può affidare ad una persona, e non si è avuto riguardo alla sicurezza del potere; anzi si è voluto diminuir la sicurezza (e sotto nome di «sicurezza» s’intende anche la durata) a proporzione che si è accresciuto il potere. Ma non si è riflettuto che il soverchio potere, quando è piú sicuro, è anche