Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/341

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rapporto al cittadino carnot 331

delle perdite, le quali furono fatali alla picciolezza del loro numero. Si dovè passare il ponte di Campestrino, dove si annidava Sciarpa, condottiere di molti assassini di campagna, muniti di cannoni e di altre armi. Il passo era difficile; sicché Schipani vi restò inviluppato. I briganti, avendo riportata la vittoria nell’attacco, si resero cosí audaci, che, malgrado gli ulteriori tentativi, non abbandonarono mai il posto, anche perché Torrusio, vescovo di Capaccio, fomentò la rivolta ne’ vicini paesi colle minacce della superstizione. Sicché la strada tra il Principato citeriore e le Calabrie restò ostrutta, e Sciarpa ebbe un campo aperto ad infestare tutte le vicine comuni, le quali erano fedeli al nuovo governo. Picerno, Balvano, Avigliano furono desolate, malgrado l’eroica energia de’ loro abitanti. In uno degli attacchi morirono, fra tanti altri bravi, i fratelli Vaccaro, giovani incomparabili per le loro qualitá morali e per la sublimitá de’ talenti.

Cotesti avvenimenti diedero luogo a Ruffo di fare una irruzione nella Puglia, dove fu soccorso da’ russi, i quali sbarcarono sulle spiagge dell’Adriatico. Allora l’audacia de’ nemici crebbe, il terrorismo pesò con piú forza su quella provincia, le concussioni furono eccessive, e le forche vennero innalzate in tutte le cittá accanto alla croce. Bari, Barletta, Foggia, Cirignola furono principalmente l’oggetto dello sdegno e delle crudeltá de’ regalisti, e soffersero danni incalcolabili.

Intanto Gravina ed Altamura si accinsero a combattere le orde della tirannia. Il combattimento fu ostinato per piú giorni, e la vittoria si mostrava amica de’ repubblicani; giacché gli abitanti di coteste due comuni si batterono in massa sino all’ultima goccia di sangue, impiegarono le private sostanze a profitto della patria, e non risparmiarono alcun mezzo umano onde trionfare delle forze liberticide: eglino in ultimo, vedendosi privi di mitraglia, misero anche la moneta di rame e di argento ne’ cannoni. Ma le forze de’ patrioti, a fronte di quelle di Ruffo essendo infinitesimali, produssero la caduta delle due cittá. Ecco il rovescio di tutta la Puglia.

Quelli che sanno l’indole del fanatismo, e del fanatismo sdegnato, possono figurarsi quali furono le triste vicende di quelle due cittá, quale fu la miserabile condizione di quelle due benemerite popolazioni. Non ci son colori, non ci è pennello che possa descrivere le tirannie che ivi si esercitarono. Anche i monasteri delle monache vennero incendiati, ed altro non vi restò che pietra sopra pietra...