Pagina:Cuoco - Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, Laterza, 1913.djvu/93

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xiv - anarchia di napoli ed entrata de’ francesi 83

è stata l’oppressione da cui si risorge, quanto maggiore è la diversitá tra la forma del governo distrutto e quella che si vuole stabilire, tanto piú incerte, piú instabili sono le idee del popolo, e tanto piú difficile è ridurlo all’uniformitá, onde avere e concerto ed effetto nelle sue operazioni. Questa è la ragione per cui e piú sollecito e piú felice fine hanno avuto le rivoluzioni di quei popoli, ne’ quali o vi era ancor fresca memoria di governo migliore, o i rivoluzionari attaccati si sono ad alcuni dritti (come la Gran carta, che è stata la bussola di tutte le rivoluzioni inglesi) o a talune magistrature e taluni usi (come fecero gli olandesi), che essi aveano conservati quasi a fronte del dispotismo usurpatore.

Le idee della rivoluzione di Napoli avrebbero potuto esser popolari, ove si avesse voluto trarle dal fondo istesso della nazione. Tratte da una costituzione straniera, erano lontanissime dalla nostra; fondate sopra massime troppo astratte, erano lontanissime da’ sensi, e, quel ch’è piú, si aggiungevano ad esse, come leggi, tutti gli usi, tutt’i capricci e talora tutt’i difetti di un altro popolo, lontanissimi dai nostri difetti, da’ nostri capricci, dagli usi nostri. Le contrarietá ed i dispareri si moltiplicavano in ragione del numero delle cose superflue, che non doveano entrar nel piano dell’operazione, e che intanto vi entrarono.

Quanto maggiore è questa varietá, tanto maggiore è la difficoltá di riunire il popolo e tanto maggior forza ci vuole per vincerla. Se le idee fossero uniformi, potrebbero tutti agire senza concerto, perché tutti agirebbero concordemente alle loro idee; ma, quando sono difformi, è necessario che agisca uno solo. Di rado avviene che una rivoluzione si possa condurre a fine se non da una persona sola: la stessa libertá non si può fondare che per mezzo del dispotismo. Il popolo ondeggia lungo tempo in partiti: diresti quasi che la nazione vada a distruggersi, ne vedi giá scorrere il sangue; finché una persona si eleva, acquista dell’ascendente sul popolo, fissa le idee, ne riunisce le forze: col tempo, o costui forma la felicitá della patria o, se vuole opprimerla, talora ne rimane oppresso. Ma egli ha giá indicata la strada, ed allora il popolo può agire da sé.