Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/126

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

e del Tènaro folte
son le vie frequenti e insuete
ond’è variegata la Terra.
Ma la mobile fiamma,
2695che tu eccitavi nel petto
del viatore, divampa
e grandeggia in cuor dell’eroe
novello che vede la Gloria
accosciata come la Sfinge
nell’immensità dei deserti
o presso le occulte sorgenti
2702dei fiumi o su i mari di gelo.
Non di parole tebano
enigma propone la belva
ma chiede, o Erme, la chiave
sacra che vedesti nel pugno
dell’antichissima Gea!
D’ossa lùcono i milliari
2709degli spaventosi cammini.

O Citaredo primo,
tu il bene che supera tutti
désti all’uomo quando la cava
testudine nata nei monti
facesti sonora, le canne
trasverse inserendo nei fóri
2716tra l’un margine e l’altro,
poi sul graticcio spandendo
la pelle di bue, configgendo
a sommo del guscio i due bracci,


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