Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/127

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

questi poi giugnendo col giogo.
Tra l’osseo giogo e l’estremo
labbro della scaglia montana,
2723come il nervo tra i corni
dell’arco, tendesti minuge
di agnelli bene attorte.
Sette ne tendesti, o figliuolo
di Maia, per onorare
le Pleiadi belle nell’Etra.
E la tua cheli selvaggia
2730fu compagna al canto dell’uomo.

Or l’uomo, emulando gli audaci
tuoi spiriti, seppe di legni
di nervi di crini di pelli
d’avorii di metalli
una multiforme crearsi
e multànime gente
2737canora che popola e gonfia
la profonda orchestra occultata,
ove non più la thyméle
santa òccupa il centro del cerchio
né più presso l’ara l’aulete
dalla phorbéia di cuoio
col duplice flauto accompagna
2744la strofe e la danza corale.
E non il cristallo del cielo
né il sinuoso velario
acceso dai raggi s’allarga
su la moltitudine intenta;


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