Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/128

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

ma simile ad alto sepolcro
è il notturno teatro
2751concluso e in sé stesso rimbomba.

Come nei mari le prime
onde squammose all’urto
dell’euro inarcan le schiene,
s’ergono e spumano, il rugghio
e il tuono avvicendano a corsa,
di procella tumide in vasti
2758cumuli precipitando
con un rapimento improvviso;
come nei boschi le prime
faville accendono i coni
aridi, le morte frondi,
crescono in pallide fiamme,
serpeggian pe’ vepri, gli arbusti
2765mordono, il cuor selvaggio
attingono carco d’aromi,
conflagrano subitamente
fragorose verso la nube,
irraggian per tutta la valle
il fulgore e il terrore;
così dall’orchestra prorompe
2772l’impeto sinfoniale.

O Maestro dei Sogni,
m’odi. E i Sogni inani, i tuoi lievi
simulacri della quiete,
le tue mute imagini erranti,


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