Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/131

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

2835regale alla polpa dei frutti.

Tanto adunque sopra la Terra
deserta d’iddii può la vita
anco esser ricca, Ombra d’aedo?
Parte alcuna in te riconosco
di ciò che fu nostro, se indago;
ed è la tua parte di gioia,
2842la tua purità sorridente.
Ma innumerevoli sono
le cose novelle che ignoro,
e le geniture dei mostri
che pur non sembran pesare
alla levità del tuo passo.
Ombra, non sarà che tu getti
2849questa abondanza all’oblìo.
Non varcherai la riviera.
Qui farai sosta con meco.
Proteggerti vuole il Parente
della Cetra; ché forse
talor ti sovvenne del dio
Intercessore ed alcuna
2856dottrina apprendesti da lui.

Di congiugnimenti maestro
fui, di concordie divine
compositore sagace,
perito d’innesti immortali,
per moltiplicar la mia forza,
aedo, e la mia conoscenza.


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