Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/191

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

E mi levai, al conspetto
di Salamina, pensoso
del Crèmera. E tra la muraglia [Il vóto romano]
del perìbolo santo
e il portico dorico io, pieno
4550dell’altra mia patria, cercai
sul suolo il vestigio dell’ampia
base onde sorgeva la statua
del Tempo, che Quinto Pompeio
figlio d’Aulo e i suoi due fratelli
consacrarono quivi
alla Potenza di Roma
4557e all’Eternità dei Misteri.



XIV.
POI scendemmo verso i due laghi
salsi ove i novizii giungendo
si purificavano. Ed oltre
passammo, lungh’essa la riva
del golfo bianca di ghiaie.
Pel valico dell’Egalèo,
4564tra i pini i leandri i mentastri
i mirti i ginepri i lentischi,
pellegrinammo a un’altura
più del Callìcoro santa
per noi pellegrini già ebri
di tanta vita sublime.
4570E suscitava ogni nostro


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