Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/220

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

future, avidi di dominio
e di gloria, pel nostro amore
pronti ad ogni più disperato
combattimento, ascoltammo
5376con intimo fremito il canto.

Diceano i vinti: “O iddii,
o iddii, proteggete la nostra
terra se mai v’offerimmo
in sacrificio il bianco
e nero fiore dei greggi,
le primizie degli orti!
5383Spavento, sciagura, vergogna
si precipitano sopra
la stirpe che amaste, cui foste
per sì lungo tempo benigni.
Ah! Ah! Udite, udite
lo scalpito dei cavalli
dietro la polve messaggera
5390di morte, lo stridor degli assi
nei mozzi, l’urto dei clìpei
e delle gambiere di bronzo.
L’etere è tutto irto di lance.
Le catenelle dei freni
induriti col fuoco, ecco, ecco,
tintinnano nelle bocche
5397schiumanti. Ecco l’ultima strage!„

I vincitori: “Gli iddii
son coi vittoriosi!


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