Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/222

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

olio di midolle, vin rosso
di vene al banchetto feroce!
Gli iddii son co’ vittoriosi
5432anche vili. Il cielo è su noi
come clipeo nemico
che porti nell’ònfalo il capo
gorgóneo per impietrarci.
E quante ecatombi v’offrimmo,
o Zeus, o figlia di Leto,
o Cipride madre di nostra
5439gente, per quest’onta nefanda!„

I vincitori: “Molesto
è agli iddii l’odore fumoso
delle ecatombi offerte
da femmine imbelli. Tacete!
Vociferar contra gli iddii
non vi giova. Le lingue
5446loquaci vi strapperemo
noi dalle fauci per darle
in pasto alle cagne e alle scrofe.
Voliamo, voliamo, cavalli
di belle criniere, voliamo,
carri dall’aureo timone,
su i petti e su i dorsi dei vinti!
5453La polvere, la sitibonda
sorella del fango, ha bevuto
un fiume di sangue ed è nera.
Meglio è segnar nuovi solchi
di ruote sul tramite umano,


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