Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/227

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

di cerei volti disfatti,
via chiusa tra mura di forni,
tacita piazza combusta,
5572sordo asfalto, lastre roventi
su cui l’ombra angusta
dell’uomo è come bestia
di corte gambe laida e obliqua
che il tacco gli addenti ove il cuoio
rossigno si torce sformato
dall’ignobile passo
5579consueto. Ombra, ombra del vinto
sì trista su le sporche mura,
trista come la menzogna
callosa ond’ei campa e lucra,
trista come il suo vizio
segreto, come il suo rimorso,
come la sua paura,
5586come la sua vergogna!

Manìe, Manìe silenziose, [Le Manìe meridiane]
erranti nell’inferno
della città canicolare,
col passo degli sciacalli
famelici, tra le bucce
lùbriche dei frutti e lo sterco
5593dei cavalli coperto
d’insetti che hanno il lucore
dell’acciaio azzurrato,
io vi guardai nelle pupille
contratte dal dolore


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