Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/254

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

6342“Perché siamo nati?„ [Perché siamo nati?„]

E io sussultai di paura
sul pavimento che freddo
era come pietra di tomba,
sentendomi l’ossa corrose.
Con pallidi occhi, vacillanti
nell’orbite fatte più larghe,
6349cercai per la volta profonda
gli eroi fra le genti dogliose.
Dominavano la sventura
e la colpa, chiarosonanti
come squilli di tromba,
le Volontà meravigliose.
“Perché siamo nati?„ dicea
6356la creatura del fango
con la bocca sua piena d’ombra
come la fàuce del bove
è piena di strame.
“Simile al bove che rumina,
simile al capro che copula
è l’uomo, con la lussuria
6363la strage il servaggio e la fame.„

E una Volontà risplendente
“Taci„ gridò “taci, bestia
da macello e da soma!
Porta su le tue schiene il peso
di colui che ti doma
e poi senza gemito spira


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