Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/255

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

6370sotto il coltello tagliente.
Silenzio! Silenzio! Sol degno
è che parli innanzi alla notte
chi sforza il Mondo
a esistere e magnificato
l’afferma nelle sue lotte
e l’esalta su la sua lira.
6377Taci tu, cosa da mercato,
ingombro gemebondo!„
E ogni lagno si tacque,
ogni vil bocca ebbe il bavaglio.
E come croscio d’acque
possenti era la forza
dei Giovini, grave
6384di bellezze in travaglio.

E, dalla fronte nuda
al pollice del piè contratto,
fremito di sùbiti canti
mi corse. Correre sentii
nelle mie vene i corsieri
anelanti dell’Atto,
6391scosso dai miei spiriti il peso
delle ore infruttuose.
E, ridivenuti guerrieri,
gli spiriti verso gli eroi
gridarono: “O nostri fratelli,
soli fra le genti dogliose
ricchi d’opre per la dimane
6398come gli arbori novelli


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