Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/282

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

O Strada, adito orrendo [La strada]
ove apparir deve il dio
Ignoto, ampia sì che con quattro
quadrighe di fronte
vi possa procedere un novo
Trionfo latino,
7147angusta tòrtile e sozza
come budello bovino,
ardente qual fiume di lava,
umida qual catacomba,
frequente qual molo d’approdo,
deserta qual vacua tomba,
piena di silenzii e di gridi,
7154tetra e folle, fùnebre e vana,
non mai così bella io ti vidi
come allor che udendo la voce
della rivolta lontana
guardai fiso il tuo sbocco
irto di baionette,
l’occlusa tua tragica foce
7161all’émpito delle vendette.

Io ho portati i tuoi furori,
caricato mi sono
delle tue doglie, ingombrato
dei tuoi lutti e dei tuoi misfatti.
Intera nel cor tu mi fosti
con le moltitudini cieche
7168con l’enormità dei clamori
con la veemenza degli atti.


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