Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/293

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DELLA TERRA E DEGLI EROI


Le turbe assalivano i forni
con l’avidità della fame.
Abbattevan le porte,
abbrancavano il pane
ancor caldo gonfio cricchiante.
Traevan sul lastrico i sacchi
7462della bianca farina,
del biondo cruschello; e le donne
se n’empievano il grembo
prendendone col cavo
delle palme fatto capace
dalla bramosia come staio.
E subitamente un gaio
7469fervore invase le turbe.
E gli uomini forti, i fanciulli,
le madri, le vergini, i vecchi,
tutti ridean con umidi occhi;
e tutti i denti parean puri
nelle bocche affamate
che masticavano il dono
7476della Terra nato nei solchi.

E un sapor religioso
era certo in quel pane
che tal sacra ebrezza recava,
come nel primissimo pane
che intriso fu, cotto e mangiato
dal colono poi che Demetra
7483di cerulo peplo gli diede
l’ammaestramento immortale.


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