Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/295

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

novello il prodigio del mondo:
quando il buono Eroe biondo,
che tenne la spada e il timone
l’ascia la marra e il vincastro,
7518rivisse nell’alta canzone.

Anima mia, tu provasti
l’avversità d’ogni vento
e d’ogni vento la gioia,
tutte le figure segrete
conoscesti tu dell’abisso
marino da poppa e da prora.
7525Ma quale dei soffii più vasti
ti sollevò come quello
spirante dal vólto in te fisso?
e quale figura d’abisso
ti parve misteriosa
come quella che ti guatava
e parea farsi cava
7532alla voce tua ripercossa?
Entrar sentimmo una possa
ignota in noi, crescere un’ala
terribile al nostro ardimento,
un’ansia d’interno titano
sforzare l’angustia nostra,
distruggere l’impedimento
7539della corporea chiostra.

E la materia sacra
della stirpe, l’imperitura


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