Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/301

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

non era alcun che gridasse
per la giustizia né alcuno
che per la verità facesse
7686lite e contesa e digiuno.

Fin l’ossa dei dromedarii
su la sabbia eran più monde
di tal giustizia e più pure
di tal verità, sotto il Sole.
E non v’eran parole
se non quelle del vento
7693incorruttibile, che è il Messo [Il Messo della Libertà]
della Libertà per i prodi
e per i solitarii, quivi.
E il vento dicea: “Tu che vivi,
guarda il mio palpito incessante
d’amore su i corpi che foggio!
Il Mar glauco, il Deserto roggio
7700io li travaglio d’amore
indefesso e li trasfiguro
in bellezza infinita
che una pare e sempre disvaria.
O Vita! Non odi nell’aria
clangor delle mie mille trombe?
Or ora laggiù seppellita
7707ho la Sfinge presso le tombe.„

Seppellita ho anch’io la mia Sfinge
co’ suoi enigmi nodosi,
e seppelliti anco gli avelli


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