Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/318

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LAUDI DEL CIELO E DEL MARE

delle città disparite
i popoli spenti a cantare
le divine origini e i culti
8169degli avi e la forza dell’armi.

E come Erme, come Vergilio,
come il vicino tuo grande,
eri mediator fra due mondi.
Enotrio, ora e sempre laudato
sii tu fra gli uomini in terra,
perché veruna dell’alte
8176opere che tu operasti
eguaglia in altezza il tuo spirto,
presente ovunque un servaggio
si scuota, un’augusta memoria
risorga, una giusta potenza
si vendichi, un sogno lampeggi,
un desìo s’armi e combatta.
8183Enotrio, ora e sempre laudato
sii tu fra la gente latina,
perché tu superstite regio
del gentil sangue, tu vate
solare contra il nubiloso
barbarico ingombro esaltasti
le marmoree fronti degli Archi
8190di Trionfo sacre all’Azzurro.

Enotrio, ora e sempre laudato
sii tu fra l’italica gente,
e col lauro gianicolense


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