Pagina:D'Annunzio - Laudi, I.djvu/85

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DELLA TERRA E DEGLI EROI

tra nembi di splendida polve
una moltitudine immensa
d’uomini, di cavalli,
di carri condotta da mille
1526Vittorie che armavano il cielo
d’un fremito aquìleo, nube
di penne di pepli di chiome
impetuosa volante
in aura di giovinezza.
“Per vincere vincere vincere!„
E tutto il Peloponneso
1533tremò come foglia di gelso.

Era su la via santa
la forza dell’Ellade, mossa
da un ramo d’ulivo selvaggio!
Era il fior della stirpe
quadruplice, la concorde
e discorde anima ellèna
1540protesa verso il serto
leggiere d’ulivo selvaggio!
Ionii e Dorii, Eolii ed Achei,
il sangue d’Atene di Sparta
di Tebe d’Elice d’Ege;
le genti insulari di Nasso
di Sèrifo d’Andro, di tutte
1547le Cicladi; e i potenti
di terra lontana, i tiranni
sicelii, i re di Cirene,
i grandi oligarchi


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