Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/159

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SECONDO - ELETTRA

premere e bei capei prolissi;
so come sia dolce una foglia, e la gola
della colomba. Ma beni più lontani
175cerco, e il silenzio. Non della mia parola
io m’inebrio, ma di quel che mai non dissi.„

O puro Eroe, inalzato sopra il tempo
e sopra le favole umane,
o segno visibile dell’Immortale,
180che vale ora il pane
che diviso t’è innanzi? Che vale il manto
che ti traveste, e il nome che ti fa santo
nelle preci vane,
e lo stuolo inquieto che ti circonda?
185Ben lungi sei tu dall’altare frequente.
Terreno e celeste,
tu sei a te stesso il tuo tempio.
Ti creò dalla più profonda
verità del suo spirto, dal più bello
190ardore della sua mente quel segreto
artefice che volle foggiarsi le ale
ad attingere un ciel novello.

A similitudine di sé ti volle
quegli ch’ebbe in sé la radice
195ed il fiore della volontà perfetta


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