Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/161

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SECONDO - ELETTRA

umane la gioia onde avresti
tu potuto gioire e nato non era
dal sen della Terra l’alloro
onde tu avresti potuto incoronarti.

225Ahi, che rimane oggi fra i cieli
e le tombe, nella notte ove s’oscura
la tua bellezza,
nella gente cui tu raggiavi
con la bellezza la tua muta dottrina,
230nella patria divina ove Leonardo
ti fece misura d’eroi,
specchio dell’Ideale, norma dell’opre,
culmine delle speranze sovrumane,
or che rimane per l’ultimo tuo sguardo,
235che mai ti si scopre se non allegrezza
d’irrisori ed onta di schiavi?
Il sole declina
come te, fra i cieli e le tombe.
Su l’ampia ruina
240inane caligine incombe.

E tu così dunque per sempre ti parti
dai cuori cui fin la tua ombra
fu luce e il tuo segno fu gioia?
Ten vai tu forse nel prato d’asfodelo


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