Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/52

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DELLE LAUDI - LIBRO

pure attinse l’acqua del fiume;
125tre volte il capo s’asperse,
tre volte levò al cielo le palme;
prona nel suo crine giacente,
invocò a gran voce la dea.
Quindi, alzata, legò il suo cinto
130alla prora e con lene fatica
trasse la Magna Madre nel fiume,
trasse la Madre dell’eterna
fecondità verso l’arce eterna
dell’Urbe. Tonarono i petti
135romani; sanguinò la bianca
giovenca dinanzi alla poppa
coronata. Sedente sul plaustro
de’ buoi la Turrigera, addotta
da virtù di vergine pura,
140entrò per la porta Capena.

Così, o Roma nostra, negli anni
verrà non dal Dindimo ululante,
non pietra esculta in nave dipinta
pel Mediterraneo Mare,
145verrà dagli oceani lontani
ove la vita allaccia la vita
d’isola in isola per correnti
misteriose di voleri


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