Pagina:D'Annunzio - Laudi, II.djvu/96

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DELLE LAUDI - LIBRO



XXI.
OR mentre giace,      sopra il vento intermesso
ode un belato.      Belare ode un agnello
forse smarrito      nelle rupi deserte;
890per la notte ode      una voce innocente
che chiede prega      geme trema si perde.
Già sollevato      in sul cubito, teso
l’orecchio, ascolta      nelle pause del vento.
La voce trema      prega geme. “È un agnello
895smarrito; cerca      la madre.„ E balza in piedi
il Dittatore.      Indossa le sue vesti,
rapido come      allor che il pro’ Daverio
il tre di giugno      entrò dov’ei giaceva
pesto e ferito,      urlando “La bandiera!„
900Durano affé      i buoni usi di guerra,
se bene tace      la diana, a Caprera.
Anche allora      brillavano le stelle.
Il Dittatore      cammina contravvento.
A quando a quando      sosta, tende l’orecchio
905se mai distingua,      tra i colpi del maestro,
sopra gli schianti      della risacca, il segno
di quel belare.      Conosce dall’altezza
dell’Orse l’ora.      Tutto il cielo è sereno.
Le sette Guardie      tramontan sul Tirreno.
910Il buon piloto      mira le chiare stelle
dei marinai,      le dolci Gallinelle


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