Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/101

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TERZO - ALCIONE

rare del vento giunge
alla quiete.
65Ed ecco una nave,
ecco le vele etrusche
partitesi dal lito
di Luni lunato
e niveo di marmi.
70Ecco una nave in vista
tra il Serchio e il Gombo.
È carica di marmi,
è carica di sogni
dormenti nel profondo
75candore ignoti e soli.
E il mio spirito evòca
il tuo folle Evangelista,
o Buonarroti,
il figlio della Terra
80e del Genio che l’affoca;
vede la gran persona
che si torce nell’angoscia
del masso che lo serra,
onde si sprigiona a guerra
85l’aspro ginocchio, e la coscia
d’osso e di muscoli enorme.
Nella carena dorme
l’incarco fecondo


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