Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/12

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DELLE LAUDI - LIBRO


Deterso d’ogni umano lezzo in fonti
gelidi, ei chiederà per la sua festa
15sol l’anello degli ultimi orizzonti.

I vènti e i raggi tesseran la vesta
nova, e la carne scevra d’ogni male
éntrovi balzerà leggera e presta.

Tu ’l sai: per t’obbedire, o Trionfale,
20sì lungamente fummo a oste, franchi
e duri; né il cor disse mai: “Che vale?„

disperato di vincere; né stanchi
mai apparimmo, né mai tristi o incerti,
ché il tuo volere ci fasciava i fianchi.

25O Maestro, tu ’l sai: fu per piacerti.
Ma greve era l’umano lezzo ed era
vile talor come di mandre inerti;

e la turba faceva una Chimera
opaca e obesa che putiva forte
30sì che stretta era all’afa la gorgiera.

Gli aspetti della Vita e della Morte
invano balenavan sul carname
folto, e gli enimmi dell’oscura sorte.


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