Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/146

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

DELLE LAUDI - LIBRO

45Rompesi come vetro. Il verde è al sommo,
invisibile, e fa prigioni i raggi
nell’intrico; ma l’ombra sua mi cuoce
la fronte e mi dissecca la narice.
Entreremo nel fiume coi cavalli!
50Diguazzeremo in mezzo alla corrente!
E ancor lontano il Serchio? Tutta l’ombra
respira aridità. L’acqua è lontana.
E sento che lo zòccolo a traverso
gli aghi morti non trova se non sabbia
55torrida. I coni vacui son neri
come carboni spenti, come tizzi
consunti. O Glauco, dove mi conduci?

glauco.
Chiudi gli occhi. Odi il vento? Navigare
ti sembra, veleggiar per il deserto
60mare. Odi il vento tra le sàrtie? Odi
il gemito degli alberi allo sforzo
delle vele? Si naviga per acque
infide verso l’isola di Circe.
Negli orciuoli d’argilla non rimane
65goccia di fonte. Beveremo il sale.
Apri gli occhi! Ecco l’atrio della maga
tutto riscintillante di prodigi.
Larve di stelle adornano la reggia


- 136 -