Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/157

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
TERZO - ALCIONE

o Aretusa,
20nella palma dischiusa
e nuda, senza spavento
ché, per prendere il dono,
ha labbra più leggiere
delle sue gambe
25di vento.
Appena ti lambe,
come per bere!
Del suo piacere
ti bagna; e la tua palma
30appena sente, dietro
le labbra, il fresco
suo dente di puledro,
che brucar l’erba calma
può sì dolcemente
35e rodere il ferro
difficile quando serro
la rapidità focace
pe’ solitarii
lidi io senza pace.

40Come per te, furace
fauna dei pomarii,
un bugno
di miel redolente


- 147 -