Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/191

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TERZO - ALCIONE


Bellissimo m’apparve. In ogni muscolo
gli fremeva una vita inimitabile.
Repente s’impennò. Sparve Ombra labile
160verso il Mito nell’ombre del crepuscolo.



L’ASFODELO.

glauco.
O DERBE, approda un fiore d’asfodelo!
Chi mai lo colse e chi l’offerse al mare?
Vagò sul flutto come un fior salino.

O Derbe, quanti fiori fioriranno
5che non vedremo, su pè fulvi monti!
Quanti lungh’essi i curvi fiumi rochi!

Quanti per mille incognite contrade
che pur hanno lor nomi come i fiori,
selvaggi nomi ed aspri e freschi e molli

10onde il cuore dell’esule s’appena
poi che il suon noto par rendergli odore
come foglia di salvia a chi la morde!