Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/193

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TERZO - ALCIONE


derbe.
In Populonia ricca di sambuchi
io conobbi il marrubbio che rapisce
l’odor muschiato al serpe maculoso

e l’ebbio che colora il vin novello
35di sue bacche e lo scirpo che riveste
il gonfio vetro dove il vin matura.

glauco.
La madreselva come la viorna
intenerire del suo fiato i tronchi
vidi a Tereglio lungo la Fegana,

40e il giunco aggentilir la Marinella
di Luni, e su pe' monti della Verna
l’avornio tesser ghirlandette al maggio.

derbe.
I gigli rossi e crocei ne’ monti,
alla Frattetta sotto il Sagro, io vidi;
45anche alla Cisa in Lunigiana, e all’Alpe

di Mommio dove udii nel ciel remoto
gridar l’aquila. Spiriti immortali
pareano i gigli nell’eterna chiostra.


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