Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/211

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TERZO - ALCIONE


Tiranno fosti in Gela, trionfale
10nell’ode pitia re? Traesti schiavi
da Tespe uomini e marmi alla tua Tebe?

O sul cavallo bianco eri a Micale,
presso il padre di Pericle, e pugnavi
con l’altra gioventù nel nome d’Ebe?



LA VITTORIA NAVALE.

SE quella ch’arma di sue grandi penne
la prua della trière samotrace
venir dee verso me che senza pace
persèvero lo sforzo mio ventenne,

5non altrove ma fra le vive antenne
di questa selva nata dal focace
lito, in vista dell’Alpe che si tace
gloriosa di suo candor perenne,

l’attenderò dicendo: “Ben mi vieni
10dalla piaggia che i Càbiri nutrica,
dall’isola che sta di contro all’Ebro.

Io son l’ultimo figlio degli Elleni:
m’abbeverai alla mammella antica;
ma d’un igneo dèmone son ebro.„


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