Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/212

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DELLE LAUDI - LIBRO



IL PEPLO RUPESTRE.

MUTILA dea, tronca le braccia e il collo,
la cima dell’Altissimo t’è ligia.
E’ tua la rupe onde alla notte stigia
discese il bianco aruspice d’Apollo.

5La cruda rupe che non dà mai crollo,
o Nike, il tuo ventoso peplo effigia!
La violenza delle tue vestigia
eternalmente anima il sasso brollo.

Quando sul mar di Luni arde la pompa
10del vespro e la Ceràgiola è cruenta
sotto il monte maggior che la soggióga,

sembra che dispetrata a volo irrompa
tu negli ardori e sul mio capo io senta
crosciar la gioia dell’immensa foga.



IL VULTURE DEL SOLE.

S’IO pensi o sogni, se tal volta io veda
quasi vampa tremar l’aria salina,
se nel silenzio oda piombar la pina
sorda, strider la ragia nella teda,


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