Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/243

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TERZO - ALCIONE

nella triste sera,
o Ermione,
quale delle Ore marine
ch’ebbero il tuo volto
10e le tue mani e le tue vesti
e la tua movenza leggiera
e ciascuno de' tuoi gesti
e ogni grazia che tu avesti,
o Ermione,
15quale delle vergini Ore
che mansuefecero col solo
silenzio il mar selvaggio
quasi che accolto
se l’avessero in grembo
20come un fanciullo torvo
per blandire il suo duolo
sorridendo,
o Ermione,
quale delle Ore divine,
25con gli occulti beni
che tu le désti,
t’accompagna nel viaggio
di là dai fiumi sereni,
di là dalle verdi colline,
30di là dai monti cilestri?


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