Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/264

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DELLE LAUDI - LIBRO


e avrò tra i muri miei variodipinti
un talamo con quattro alte colonne,
e vestimenta avrò d’ogni colore
200e per cignermi d’ogni sorta cinti;

e avrò e avrò nelle mie veglie ancora
per filar la mia lana mille ancelle,
mariterò le mie dolci sorelle
ai satrapi dell’Asia spaziosa!„

205Questo fecero grande incantamento
l’otre e il pastore con un poco d’aria,
o uom che m’odi, con un poco d’aria
e col nume di Cintio arco-d’-argento;

però che il faretrato Citaredo,
210il qual pur trasse Marsia di vagina,
sia largo della sua virtù divina
all’inculto pastore e al dotto aedo,

al calamo forato e alla testudine
tricorde se lui prieghi un puro cuore.
215Noi come greggi i vesperi e l’aurore
pascemmo nella verde solitudine.


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