Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/291

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TERZO - ALCIONE



Potess’io sostenerti nella mano,
terra di Luni, come un vaso etrusco!
In te amo il divin marmo apuano,
20l’umile rusco;

amo la tua materia prometèa,
la sabbia delle tue selve aromali,
l’aquila dei tuoi picchi, la ninfea
de’ tuoi canali.

25Potesse l’arte mia, da Val di Serchio
a Val di Magra e per le Pànie al Vara
e al Golfo, tutta stringerti in un cerchio
con l’alpe a gara!

Troppo è grave al mio cor la dipartenza.
30Come dal corpo, l’anima si esilia
dal marmo che biancheggia tra l’Avenza
e la Versilia.

Tempo è di morte. In qualche acqua torpente
or perisce la dolce carne erbale.
35Strider non s’ode falce ma si sente
odor letale.


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