Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/34

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DELLE LAUDI - LIBRO


O sorella, comandano gli Ellèni
quando piantar vuolsi l’ulivo, o côrre,
15che ’l facciano i fanciulli della terra
vergini e mondi,

imperocché la castitate sia
prelata di quell’arbore palladio
e assai gli noccia mano impura e triste
20alito il perda.

Tu nel tuo sonno hai valicato l’acque
lustrali, inceduto hai su l’asfodelo
senza piegarlo; e degna al casto ulivo
ora t’appressi.

25Biancovestita come la Vittoria,
alto raccolta intorno al capo il crine,
premendo con piede àlacre la gleba,
a lui t’appressi.

L’aura move la tunica fluente
30che numerosa ferve, come schiume
su la marina cui l’ulivo arride
senza vederla.


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