Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/36

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DELLE LAUDI - LIBRO



LA SPICA.

LAUDATA sia la spica nel meriggio!
Ella s’inclina al Sole che la cuoce,
verso la terra onde umida erba nacque;
s’inclina e più s’inclinerà domane
5verso la terra ove sarà colcata
col gioglio ch’è il malvagio suo fratello,
con la vena selvaggia
col cìano cilestro
col papavero ardente,
10cui l’uom non seminò, in un mannello.

È di tal purità che pare immune,
sol nata perché l’occhio uman la miri;
di sì bella ordinanza che par forte.
Le sue granella sono ripartite
15con la bella ordinanza che c’insegna
il velo della nostra madre Vesta.
Tre son per banda alterne;
minore è il granel medio;
ciascuno ha la sua pula;
20d’una squammetta nasce la sua resta.

Matura anco non è. Verde è la resta
dove ha il suo nascimento dalla squamma,


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