Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/56

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

DELLE LAUDI - LIBRO

con verga e susurra parole.
E i suoi pastori astati, prole
dell’Evia e del Centauro
generata nell’ora dell’estro,
230di bronzea pelle, di pel sauro,
prole furibonda,
quivi sotto gettano rauco
ululo su la palude
e pungono il negro armento
235dalle code nude,
i bufali, irosi mostri
profondati nel lutulento
pascolo che s’inselva di corna.
E, quando aggiorna,
240tutta la palude ansa e soffia
per le froge e per le fauci emerse,
occhiuta di mille occhi torvi;
e l’acqua putre gorgoglia
e bulica occlusa dall’erbe
245cui sradica il piè bisulco,
mentre nube di corvi
sinistra offusca e assorda l’aria
ove passa in silenzio mortale
la Febbre velata di nebbia.


- 46 -