Pagina:D'Annunzio - Laudi, III.djvu/93

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TERZO - ALCIONE

perse le robe sue,
la cocca a vele quadre
e la mercatanzia.
E fu messo in ritorte.
115E schiavo in Barberia
gran tempo si rimase.
E macinava il grano
a braccia, tratto tratto
udendo il grido vano
120del camello percosso,
triste sino alla morte.
Poi tornò, per riscatto,
a Pisa, alle sue case.
E fecesi un palagio
125novo a specchio dell’Arno.
Memore del malvagio
servire, ALLA GIORNATA
scrisse nell’architrave.

E l’Arno era soave.