Pagina:D'Annunzio - Laudi, IV.djvu/95

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QUARTO - MEROPE


È a testa nuda, testa quadra. A un gancio
pende l’elmetto. Intorno è pien di bòssoli.
Ancor nella gamella è caldo il rancio.

Anima, corpo e patria son nel fosso
come in un focolare più capace
che l’arborense. Una man sacra ha smosso

col ferro nella cenere la brace
dentro il cerchio dei sassi. Le sorelle
cuciono in sogno il suo gabban d’orbace.

Ei dormirà, come le prime stelle
tremino, su la stuoia stesa in terra.
Or è nella mislèa. “Pelle per pelle„

dai padri suoi che dormono sotterra
fu comandato. Or contro questi cani
sta con fegato buono a mala guerra.


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