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pana capitolina. Il cuore si fende. Mi alzo. Le ruote si arrestano. La folla ammutolisce. Non è se non una catena di vertebre attraversata dal medesimo brivido.

La campana suona a stormo. Il rombo del bronzo penetra in tutte le midolle. Un urlo immenso lo supera.

La guerra! La guerra!

Suona dal fondo dei secoli morti? suona dal fondo dei secoli avvenire?

Siamo portati dalla ventesima onda dei secoli — dieci e dieci —, dal secondo flutto decumano.

Bandisce la guerra la campana del popolo. Non è più una squilla di bronzo. È una squilla di fuoco rosso alla sommità del cielo latino. L’ode tutta la Patria, e balza.

La guerra! La guerra! Lo splendore del vespro è vinto da queste miriadi d’occhi fiammeggianti, da quest’agitazione di bandiere e di minacce, da questa sublimazione del