Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/233

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notturno 221


Ascolto.

Lo sciacquio alla riva lasciato dal battello che passa.

I colpi sordi dell’onda contro la pietra grommosa.

Le grida rauche dei gabbiani, i loro scrosci chiocci, le loro risse stridenti, le loro pause galleggianti.

Il battito di un motore marino.

Il chioccolìo sciocco dei merlo.

Il ronzìo lùgubre d’una mosca che si leva e si posa.

Il ticchettio del pendolo che lega tutti gli intervalli.

La gocciola che cade nella vasca del bagno.

Il gemito del remo nello scalmo.

Le voci umane nel traghetto.

Il rastrello su la ghiaia del giardino.

Il pianto d’un bimbo non racconsolato.

Una voce di donna che parla e non s’intende.

Un’altra voce di donna che dice: «A che ora? a che ora?»