Pagina:D'Annunzio - Notturno.djvu/269

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notturno 257





Questa sera Scriàbine danza,
con la forza d’un arciere del principe Igor,
sul suo cuore immortale
che canta la melodia duplice
del desiderio e del dolore.


A ogni urto
il suo calcagno insanguinato
rompe il canto e lo difforma.
Ma, quando il piede s’alza
nel ritmo ineguale,
il desiderio e il dolore
ritrovano le note eterne
che un nuovo urto infrange.

Egli le ode, col capo riverso,
pallido di rapimento; e il suo viso è
coma una lampada sublime
che rischiara la danza ma non la conduce.