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228 XIII. I CALCOLATORI

tendo a punto un’architettura differente, basata non più sulla unicità della sequenza da eseguire, ma piuttosto su un parallelismo di azione tra diverse unità logiche.

Il primo grosso passo avanti fu la nascita delle memorie a nuclei magnetici, che sostituirono le valvole termoioniche. Divenne così possibile dotare le macchine di quantità di memoria molto più alte, intorno alle migliaia di locazioni.

Il secondo passo fu la comparsa dei transistor che, verso la fine degli anni sessanta, hanno sostituito le valvole termoioniche nella funzione di organi di elaborazione e calcolo; anche questi componenti sono molto più piccoli, affidabili ed economici, per cui hanno permesso un ulteriore passo in avanti.

La sostituzione delle valvole era un’esigenza fondamentale perché queste offrivano sì prestazioni buone, ma a costi altissimi e con una frequenza di guasti assolutamente insostenibile.

Dai transistor si passò naturalmente ai circuiti integrati, fino a che nel 1974 il fisico italiano Faggin, che operava in America per la Intel, mise a punto un circuito integrato che conteneva tutta la struttura di un elaboratore in un unico chip, portando quindi le dimensioni, il costo e l’affidabilità della macchina ad un livello tale da permetterne la produzione in serie con costi molto bassi.

Già cinquemila anni fa la strada della tecnologia matematica si era incrociata con il silicio. L’argilla, di cui erano costituiti i calculi dei Sumeri, ha come elemento principale proprio il silicio, e i nostri antenati la trattavano mantenendola in forma amorfa. Oggi, la costruzione dei circuiti integrati consiste proprio nell’ottenere opportune cristallizzazioni di silicio.

I circuiti integrati hanno permesso anche la costruzione di memorie dell’ordine prima delle decine di migliaia, poi delle centinaia e attualmente dei milioni di locazioni, a costi trascurabili.