Pagina:Dalle dita al calcolatore.djvu/294

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272 conclusioni

re ai bambini una certa quantità di videogiochi, opportunamente selezionati, ciò sarebbe molto utile. Lo stesso si potrebbe dire di una scuola elementare che usasse i calcolatori come strumenti di scrittura nella fase in cui i bambini debbono accostarsi a questa attività; che inoltre, invece di insegnare le formule astrattamente, utilizzasse programmi adatti per mostrare graficamente come si comportano alcuni enti matematici, guidando i ragazzi nella riflessione su ciò che hanno visto; o che infine, con il LOGO, li abituasse a riflettere realmente sui problemi generali.

Sarebbe anche importante che i bambini fossero guidati, con particolare cura, ad apprendere quelle forme di ragionamento che non sono supportate dalle nuove macchine, come il ragionamento continuo o analogico.

Si potrebbe continuare così per tutti i livelli di scuola, e scrivere un nuovo libro, ma non è questo il luogo nel quale affrontare una trattazione approfondita del tema; basti aver chiarito che sia le famiglie sia le strutture pubbliche sono, in questo momento, poco attrezzate al difficile e importantissimo compito dell’educazione dei ragazzi, e questo è un problema che coinvolge tutti i paesi: è un problema mondiale.

Forse, nonostante tutto, è possibile ottenere che il lento adeguarsi delle strutture culturali, della sensibilità umana e dell’equilibrio emotivo possano concludersi con il raggiungimento di un livello più avanzato, come è successo ai Sumeri. Ma non possiamo nasconderci che sono anche possibili soluzioni completamente diverse...