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«E l’altra? Come va che stanno insieme?

«Non so. Io sono in casa da due mesi soli. Io credo che sieno state sempre insieme.

«Da quanto tempo sono a Lugano?

«Da tre o quattro mesi.

«E l’altra signora da quando è malata?

«Non sta mai bene. Da quando son venuta io, è sempre stata sottosopra.

Cortis non potè cavar altro dalla cameriera.

«Riferite dunque» concluse «alla vostra padrona, che avrei desiderato molto di rivederla stasera, e che le restituirò le carte domattina.

La cameriera lo accompagnò col lume al cancello.

«A proposito» diss’ella, «la mia padrona vorrebbe sapere dov’è alloggiato.

«Al Panorama.

Colei fece una smorfia eloquente e chiuse il cancello.

Cortis discese a gran passi, portato da una piena di sensi diversi e che non trovavano sfogo se non nella azione veemente delle membra. Quella pittrice del granduca Leopoldo, che repulsiva figura! Che profumeria di menzogna, in quella casa, e che nascosto puzzo.

E sua madre, sua madre! Lo stesso angoscioso dubbio ispiratogli dalla rettorica scritta della signora Fiamma, gli si affacciava ora più angoscioso che mai. Amica d’una donna simile! Però il dottor P... aveva ancora qualche stima e amicizia per lei quando le scriveva. Ed ella, almeno allora, aveva sofferto, pianto e pregato. C’era da sperare. Ma pure, tradire un uomo come suo padre!

Quando due opposte induzioni si urtavano in lui,