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«Idee rispettabili» rispose il segretario «ma per noi, adesso, con questa trasformazione che c’è per aria, come è possibile?

«Ecco! replicò l’altro. »Vedete se siamo distanti?

Grigiolo si alzò.

«Sì» diss’egli, «distanti: e a me per andare a letto ci vogliono venti minuti.

«Ha ragione, sono stato indiscreto.

«Oh!

«Adesso la faccio accompagnare.

«No, per carità; non occorre, si figuri.

Cortis suonò.

«E il tempo?» diss’egli. Ordinò al domestico di approntare una lanterna e venne con Grigiolo sulla porta. La bianca facciata, le bianche ali della villa, brillavano e sparivano ogni momento. Non s’udiva però il tuono.

«Dorma qui» disse Cortis. «Avrebbe forse uno scrupolo costituzionale di passare una notte sotto il mio tetto?

Grigiolo ringraziò e protestò. Non poteva assolutamente restare. Non aveva paura del tempo e poi, a parer suo, non sarebbe neanche piovuto.

«E Lei» diss’egli, parte domattina?

«Sì, signore.

«Con qualunque tempo?

«Sì, signore.

Tacquero ambedue. Dietro ad essi la lucerna fumava e si oscurava morente. I lampi sfolgoravano in sala. Di là dalla sala, brillavano e sparivano il getto argentino, la ghiaia bianca.

Venne il servitore con la lanterna.

«Dunque...» cominciò Grigiolo.