Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/98

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Ma questa distinzione fra l’aritmetica semplicemente pratica e mercantile, e la teorica congiunta con l’analisi se potè trovar luogo fra la gente volgare intenta solo al guadagno, non poteva essere accolta dal senno della Veneta Repubblica, la quale prima di qualunque altro governo ne istituì pubbliche cattedre.1

E bella lode delle scuole matematiche di Venezia si è che ad esse sotto al magistero di Messer Domenico Bragadino si formasse quel Fra Luca Pacioli, che, siccome ho già detto, segna quell’estremo confine che non intendo travalicare in questo scritto.

I nomi di chi innanzi al Bragadino abbia professato e coltivato le matematiche in Venezia, non sono a noi pervenuti: e sebbene sia verisimile per le parole del Foscarini, che i professori di filosofia insegnassero ancora l’Aritmetica e l’Algebra2, non conviene alte-



  1. «... Il non aversi sentore di scuole fondate (in Venezia) a beneficio della scienza legale, convince che i Padri inclinarono più tosto a indirizzare le persone verso que’ studj, l’uso de’ quali era più famigliare, e quasi richiesto dalle nostre costituzioni. Manifesto esempio di ciò apparve nella Filosofia, i cui professori non tardarono a frammischiarvi anche l’algebra, ossia l’Aritmetica universale, tosto che in Italia si conobbe: e ciò per essere facoltà bisognevole ai negozianti: nè sappiamo che altrove se ne sia tenuta cosi tosto pubblica lettura. Della Letteratura Veneziana. Libri otto di Marco Foscarini. Vol. i Padova, 1752. pag. 82.
  2. De’ contemporanei di Fra Luca parecchi sono conosciuti perchè da lui nominati nelle sue opere; come Marco Sanudo, dal quale fu eccitato a pubblicare l’opera sua, e che egli appella astronomo consumato, eminente nell’aritmetica, eccellentissimo nella geometria; ed Antonio Cornaro suo condiscepolo sotto la dottrina del Bragadino; ed Isidoro Bagnuoli pievano di Santo Apostolo in Venezia, dal quale, come dal Sannuto, dichiara aver ricevuto favore ed ajuto nella pubblicazione dell’opera sua. Ma non occorre, in questo luogo, trar fuori tutti i nomi proprj menzionati da Fra Luca.