Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/115

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Riapparizione d’un amico 107


Dopo questo, il giovine fu invitato ad accompagnare l’ispettore nella classe del suo collega, dov’egli avrebbe rivolto qualche parola a tutt’e due insieme; e a loro e al sindaco s’uni, mentre stavano per entrare, il soprintendente.

Il vecchio maestro panciuto e flemmatico non fu punto turbato al veder comparire l’ispettore e le autorità: non fece che passarsi lentamente la mano destra sopra i capelli bianchi, che si pettinava una volta al mese. Era arrivato a un limite d’età e di rassegnazione, in cui, non avendo più a temere nè a sperar nulla da nessuno, non si sarebbe scosso menomamente se anche gli fosse apparso in scuola il ministro in persona, con tutto il Consiglio superiore dell’istruzione pubblica.

L’ispettore parve maravigliato della lentezza straordinaria con cui rispose alle sue domande. Egli stesso dovette aiutarlo a cercar sul tavolino i vari registri e stampati, che gli occorreva di consultare per rispondere. Trovato un foglio, impiegava un minuto a spiegarlo, e due a trovar la cifra che cercava.

Il sindaco e il soprintendente s’impazientivano per l’ispettore.

Questi fece leggere alcuni ragazzi. Leggevano a pause troppo lunghe, con una pronunzia lamentevole. Provò a interrogarli: rispondevano nella stessa maniera. Pareva che alla scolaresca si fosse attaccata la vecchiaia del maestro; non mostravan nè impegno, nè brio. Mentre l’alunno cercava con tutto comodo la risposta, il maestro aspettava pazientemente, senza sollecitarlo, guardandolo con gli occhi socchiusi.

L’ispettore si stizzì.

— Va bene — disse soffiando; — ma, veda, bisognerebbe prender la cosa con un po’ più d’energia.... infondere un po’ di vita in questa scuola....

Il maestro lo guardò di sopra agli occhiali, placidamente, come per domandargli: — Ma, signor ispettore, dove vuole ch’io prenda codesta roba?

L’ispettore fece altre interrogazioni, corresse errori di pronunzia. Aveva l’aria scontenta, pareva che stesse per lanciare un rimprovero secco; e, forse per non farlo, cominciò bruscamente le domande prescritte dal “processo di visita.„