Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/122

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delle città principali„ facendo ogni giorno la stessa esclamazione di maraviglia sui gradi di Cagliari e di Firenze. Con nessuno di tutti costoro poteva il maestro parlare dei suoi studi, e nemmeno di libri in generale. Non c’erano che due o tre famiglie che compravano qualche libro nuovo di letteratura, ma con un criterio singolare: badando più alla speciosità del titolo che al nome dell’autore; ed anche, avendo stabilito di spendere in libri ogni anno quelle cinque o sei lire, tralasciavano di comprarne se accadeva loro durante l’anno una piccola disgrazia, come lo scoppio d’una mezza dozzina di bottiglie di vin bianco o la perdita d’un albero da frutto spezzato dal vento.

E pure lo stupiva e lo urtava la severità straordinaria, maggiore assai di quella della gente colta delle città grandi, con la quale sentiva in quelle poche famiglie giudicare gli autori che leggevano; la strana confusione che facevan degli eccellenti coi mediocri; il grande conto in cui erano tenuti certi oscurissimi scrittori regionali, ed anche scribacchianti nulli del capoluogo di circondario, mentre erano ignoranti affatto degli scrittori di primo ordine d’altre parti d’Italia.

Pareva che ostentassero una certa brutalità nei giudizi, per mostrarsi indipendenti dall’opinione stabilita, e allontanare il sospetto che nei villaggi, non sapendosi giudicare di certe cose col proprio capo, si andasse a rimorchio delle grandi città. La moglie d’un consigliere, che aveva fatto il viaggio di nozze nel Lombardo-Veneto, diceva con un atto altero e ostinato del capo che non le era piaciuta “niente„ Venezia.

Con gli uomini, poi, egli trovava ancor più difficoltà che con le donne a tirarli fuor dei discorsi abituali, e più di rado gli occorreva di vedere che s’accalorassero per uno di quegli avvenimenti una di quelle quistioni per cui s’appassionano gli abitanti delle città, anche minori.

Persino a quella grande quistione sociale, a cui egli rivolgeva spesso, sebbene vagamente, il pensiero, li trovava quasi tutti, con sua gran maraviglia, indifferenti; o fosse perchè, stando fuori della strada maestra del paese, non temessero d’essere raggiunti da alcuno degli effetti immediati e più gravi d’un qual-