Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/148

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140 L’ex granatiere

sai come sono, faccio quello che la coscienza mi detta, rovini il mondo. La tenevo per il sindaco caduto: mi diedi moto per lui, e apertamente. E allora mi casca in scuola una sera tutta la Giunta, col cappello in capo, a dirmi come qualmente sapevano (ci voleva poco) che io facevo propaganda per quell’altro, che questo non poteva stare, che il mio dovere di maestro era di sostenere le autorità in carica, e che se avessi continuato, avrebbero prese delle misure. — Ah! signori — risposi io — queste intimazioni a Carlo Lérica non si fanno! Io ho una coscienza e un’opinione come gli altri, sono maestro e cittadino ad un tempo, e mi credo in debito di avvertirli rispettosamente che esercitare pressione sugli elettori è un reato previsto dal codice, e chiamo loro stessi a testimoni della pressione. — A questa botta andaron fuori del manico addirittura, e senza badare a torto o a ragione, a legge o a non legge, ritornati insieme al municipio, mi licenziarono su due piedi.

A questo punto s’interruppe per guardare in viso un cameriere che lo stava a ascoltare. Questi, visto il cipiglio, si tirò in disparte.

— Ora viene il buono, — continuò. — Io ricorro al prefetto, facendo valere le mie ragioni. Il prefetto respinge, come illegale, l’atto di licenziamento. Il municipio, imbestialito, ricusa di sottomettersi, e mi chiude la scuola. Continuano le ostilità. Il consiglio scolastico riconferma la deliberazione del prefetto. Il municipio tien duro. Che cosa fare? Io scrivo al giornale La scuola elementare, che prende a propugnare la mia causa, e mi consiglia di mover lite. Era quello che cercavano. Quei mascalzoni, che sapevano che cosa sono le liti, se ne ridevano; dicevano: non ha quattrini, non la potrà sostenere. E poi, tu sai: questa faccenda della legislazione scolastica è così imbrogliata, che alle volte gli stessi avvocati dei nostri giornali, specialisti, sono perplessi a dare un parere: un municipio può sempre sperare di cavarsela. D’altra parte, si vedon certe sentenze di tribunali! Insomma, io esitavo. Ma il giornale insistè che io litigassi, e fece di più, mi venne in aiuto. Cosa fece? Un’idea splendida. Ha tremila associati: si rivolse agli associati. Si tratta di sostenere il maestro Lérica a cui voglion fare una prepotenza. L’uomo è